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Domenica 6 luglio – Villa Faraldi CATHERINE SPAAK “STORIE PARALLELE: EDITH PIAF” Regia e Testi: Catherine Spaak Musiche dal vivo: Matteo Cremolini Luci: Maurizio Faretti Ricerca immagini: Pierluigi Iviscori Videoproiezioni: Bruno Capasso
Volutamente pochi ed essenziali sono gli elementi scenografici scelti: due sedie, un leggio, un manichino, degli abiti, alcuni cuscini ed altri oggetti simbolici. Sullo sfondo un grande schermo per proiettare filmati ed immagini per lo più inediti. L’atmosfera cambia passo dopo passo con giochi di luci ed ombre e con l’ausilio delle musiche. In scena, Catherine Spaak legge, recita, racconta, canta, accompagnata da Matteo Cremolini, chitarrista classico. La vita artistica e privata di Edith Piaf, questa grande donna del Novecento viene “rivissuta” a 360° seguendo un filo conduttore peculiare. Dalle note di regia: “Da tempo desideravo rendere omaggio a personalità francesi che hanno lasciato un segno forte nell’arte, nella musica e nella letteratura della nostra epoca. Questo non solo perché il loro genio mi ha profondamente toccato, ma anche per un capriccio del destino: appena adolescente, ho avuto l’immensa fortuna di conoscere alcuni di loro. Nel caso di Edith Piaf, a lei devo la creazione del mio immaginario sentimentale: le sue canzoni mi aprirono gli occhi sul mistero delle attrazioni fatali, la passione, le inquietudini affettive. Per raccontare il suo percorso di vita e la sua arte ho scelto un allestimento scenico essenziale ma simbolico, consentendo al pubblico di far affiorare il proprio immaginario, guidato dai filmati e dalle immagini, dalla mia voce e dalla sua musica” (Catherine Spaak)
La maturità artistica di Maria Cassi (che torna a Villa Faraldi parecchi anni dopo essere stata divertentissima protagonista di “A Saintrotwist” del duo Aringa & Verdurini) in questo suo ultimo lavoro “Crepapelle”, attraverso la stesura drammaturgica, la regia, l’interpretazione, con la collaborazione dello scenografo Lucio Diana, compie un ulteriore salto di qualità.. Il canto, i gramelot, le vicende comiche imperanti per tutto lo spettacolo, interrotto da piccole ma importantissime sonorità drammatiche, si fondono in un finale spettacolare per luci ed effetti scenici, toccando il tasto dell’erotismo, portandolo inaspettatamente sul piano dell’amore allegro e divertito, felice e divertente. “Crepapelle” è il racconto di un innamoramento per due città, Parigi e la sua città natale, Firenze. L’incontro con i luoghi, quello con le persone, con gli odori, i colori, le piccole grandi follie quotidiane di chi vi abita. La sua maschera si presta ad interpretazioni di anziane clochard e di donne bellissime, di anziani uomini e di autisti di autobus, bambini e commesse. Maria Cassi che si fa vetrina di una pasticceria e di altre mille situazioni. Anche in questo caso, come negli altri suoi spettacoli, Maria Cassi arriva al cervello “antico”, quello che sa ridere, quello che sa emozionarsi, quello che ci salva dalla disabilità affettiva. E il pubblico lo sente ed esce grato dal teatro.
Roberta Alloisio, una delle principali voci della scena musicale ligure, interprete potente e raffinata, e il mitico ensemble dell’Orchestra Bailam insieme per un concerto ricco di contaminazioni musicali che spaziano da influssi medio-orientali ai tempi dispari della musica balcanica, al cantilenare proprio della lingua genovese nei testi recuperati dalla letteratura colta e popolare, dal XIII secolo ai giorni nostri. Una grande mescolanza sonora che costituisce da sempre una delle principali fonti di ricerca per Franco Minelli dell’Orchestra Bailam che qui ne è il direttore artistico, autore e arrangiatore di gran parte dei brani. Così la voce di Roberta Alloisio diventa lo strumento ideale per nuove composizioni che regalano al dialetto una nuova intensità d’espressione. Il tutto condito dalla grande vitalità che caratterizza ogni esibizione dal vivo di questi artisti che sanno coinvolgere un pubblico vario ed eterogeneo in un concerto davvero emozionante. “Lengua Serpentina” è anche il primo cd solista della Alloisio, uscito a settembre 2007. Con questo progetto Roberta Alloisio e Orchestra Bailam, hanno tenuto concerti in tutta Italia, partecipato a Mantova Musica Festival 2007 e rappresentato la città a “L’Elmo Genovese”, Festival della Fortezza di Sudak (costruita dai Genovesi nel XIV secolo) in Ucraina, ottenendo un grande successo e un nuovo invito per il 2008. Lo scorso dicembre “Lengua serpentina” è stato presentato a Parigi nella sede del Consolato Generale d’Italia.
Lo spettacolo ripercorre attraverso gli occhi e la voce di Carmiana, fedele ancella e inseparabile amica di Cleopatra, la vita della regina d’Egitto e dei suoi due amanti romani. Tra avvenimenti storici realmente accaduti e leggende tramandate, lo spettatore incontrerà in un divertente monologo-dialogo alcuni dei personaggi che più hanno segnato la vita della celebre regina d’Egitto come il padre Tolomeo XIII, Giulio Cesare, il consigliere Potino, Marco Antonio. Amante appassionata, sovrana potente, donna coraggiosa, Cleopatra da sempre ha ispirato generazioni di artisti, poeti, drammaturghi tra cui lo stesso William Shakespeare. Partendo da alcuni fatti narrati da quest’ultimo in “Antonio e Cleopatra”, ma anche facendo riferimento al “Cesare e Cleopatra” di G. B. Shaw, ai molti aneddoti raccontati da Plutarco nelle sue “Vite Parallele” e all’opera “Giulio Cesare in Egitto” di G. F. Handel, il monologo propone un punto di vista ironico e distaccato, non a caso quello della serva Carmiana, la quale racconterà i fatti principali che hanno visto come protagonista Cleopatra: dall’esilio, all’incontro segreto con Cesare, all’incoronazione come regina, passando al periodo romano, alla morte del condottiero, all’incontro successivo con Antonio, fino a giungere alla guerra contro Ottaviano, e alla sconfitta-morte dei due amanti.
“Capasciacqua” (in napoletano vuol dire: testa vuota, ndr) nasce nel segno di Peter Sellers, un attore che amo come pochi altri. I personaggi “autenticamente” stupidi producono una vertigine, uno stato di ebbrezza, che è reale godimento e dal quale non si vorrebbe più venire fuori. Una condizione primordiale di beatitudine che la vince sui triti ed estenuanti meccanismi della mente. Assieme a Luciano Saltarelli ho costruito per me un personaggio ed un testo che lo ospitasse, per sentire il piacere, la gioia che il vuoto di pensiero determina e comunicarli al pubblico. Il teatro reclama la libertà di ignorare le tendenze dominanti,perché è, purtroppo, anche condizionato da stili e meccanismi imposti dall’intellighenzia al potere. Proviamo così ad andare dritti al cuore degli spettatori e ridendo, forse, accetteremo, più di buon grado, l’idea che la strada che stiamo percorrendo è completamente sbagliata! Capasciacqua, donna terribilmente stupida, è decisa a realizzare l’equivoco nel quale è precipitata. Entra in contatto con una realtà dalla quale si sente più che mai avulsa. Una realtà, tutto sommato assai più ”sciacqua “di lei. Una favola, insomma, che come ogni autentica tragedia, può solo trovare la sua soluzione in alto, molto, molto in alto! (Marina Gonfalone).
Lo spettacolo |
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