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Il pianeta poetico di Marco Porta, nasce negli anni -90 da una precisa ricerca multimediale che co-niuga scienza e arte. E' un punto immaginario della galassia animato da creature silenziose e mute-voli, dipinte o scolpite in bronzo, acciaio, resine e sale. I suoi personaggi emblematici rappresenta-no la visione di un mondo contemporaneo complesso, ambiguo e denso di interrogativi esistenziali.
Porta sottolinea la distinzione netta fra l'organicita' della natu-ra e la geometria, artificiale per eccellenza, che e' un dato certo della mente, della presenza, del pen-siero dell'uomo.
In un'intervista di qualche anno fa Marco Porta dichiarava: "Penso con Vico che l'arte, come la po-esia, non sia l'espressione attraverso immagini di una verita' gia' conosciuta razionalmente, quanto piuttosto un modo distinto, un processo autonomo, prelogico o alogico, di intendere e comunicare la realta'. [-]. Un ruolo fondamentale dei lavori e' svolto dalla geometria che e' assunta come ruolo di-stintivo della capacita' di astrazione dell'uomo. La precisione della forma geometrica ne fa un pro-dotto dell'uomo subito percepito come tale, distintamente rispetto agli -organici" prodotti della na-tura" . |